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Edgar Morin era un veggente o solo un intellettuale dall'occhio lungo?

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Edgar Morin era un veggente o solo un intellettuale dall'occhio lungo?L’occhio del comunicatore deve essere attento, vigile, acuto. Il comunicatore è come schiavo delle sue sensazioni, osserva tutto ciò che l’industria culturale ci propina ogni giorno: cartelloni pubblicitari, spot, libri, film, dvd, cd musicali, mode, gonne, camicie, marchi registrati, patatine, caramelle, spettacoli nelle stazioni… il comunicatore, più degli altri, generalmente va oltre la semplice denotazione, ossia la semplice constatazione che il libro è bello ed è rettangolare, che la gonna è alla moda, che comprare un jeans griffato fa “figo” (anche se poi a farlo è stato un bimbo con gli occhi a mandorla e ultra-sfruttato).
Generalmente il comunicatore tende ad “analizzare” il prodotto culturale che vede, tocca, annusa, ascolta. Ad esempio, cosa sta dietro la copertina del libro? Quante riunioni sono state fatte prima di decidere quella particolare linea grafica? Quante frasi salienti sono state estratte dal libro prima di scegliere quella che poi è finita sulla copertina? Perché “The day after tomorrow”… non poteva essere… che ne so… “Pizza e pasta il giorno della catastrofe”?
In sostanza il comunicatore si fa quelle che nel gergo giovanile pseudoromano (perché Roma non è popolata solo da romani) si chiamano PIPPE MENTALI… tende a vedere quei particolari a cui nessuno penserà mai, con il risultato di innescare, a volte, ragionamenti parabolici e fumogeni, malati e, perché no… perversi.

Intermezzo
I miei lettori perdonino l’uso ripetitivo e quindi scorretto del termine comunicatore! È una scelta… ma che interessa solo la prima parte del mio articolo! Adesso seguono, in ordine, Le Emergenze (la parte più pallosa) e, infine, La profezia (shock).

Le emergenze
Edgar Morin ha chiamato quei particolari apparentemente insignificanti emergenze. Per lo studioso francese:

“il sistema possiede qualcosa di più delle sue componenti considerate in maniera isolata o giustapposta:
- la sua organizzazione
- la stessa unità globale (“il tutto”)
- le nuove qualità e proprietà che emergono dall’organizzazione e dall’unità globale.”

Nel suo “Il metodo. Ordine, disordine, organizzazione” Morin va contro la parcellizzazione della ricerca scientifica, contro l’olismo e il riduzionismo che caratterizzano tutte le scienze umanistiche e della “natura”. Morin è per la riscoperta della complessità. Lo studioso dovrà stare attento ad analizzare anche le emergenze ossia “le qualità o le proprietà di un sistema che presentano un carattere di novità rispetto alle qualità o proprietà delle componenti considerate isolatamente o disposte in maniera differente in un altro tipo di sistema. Ogni stato globale presenta qualità emergenti.” Ciò che lo studioso non dovrà mai perdere di vista nella sua ricerca è quella visione d’insieme, globale, che fa da sfondo al proprio oggetto di studio…

La profezia
Dette così sembrano tante belle parole, ma vuote e non applicabili. Sembra uno di quei soliti discorsi pieni di buoni propositi, ma Morin ha dato prova che questo suo metodo è valido. Basta infatti leggere i suoi libri per rendersi conto di come parole dette e scritte quarant’anni fa siano ancora attualissime e discussioni iniziate allora siano ancora aperte.
Portiamo un esempio tratto da una delle sue opere più importanti, Lo spirito del tempo, del 1963!

“Certo, la cultura di massa alimenta, in una gran parte della gioventù popolare urbana, sogni di vita all’americana.[…] Per contro, e il paradosso non è che apparente, sono i movimenti rivoluzionari antiamericani che, andando contro le correnti di superficie, utilizzano la corrente di fondo risvegliata dalla cultura di massa. Infatti questi movimenti rivoluzionari inalberano la bandiera del benessere, dei consumi, della sicurezza dell’impiego, della liberazione individuale e collettiva.”

E allora si spiega come il volto del Che, per fare un esempio comune a tutti, diviene l’oggetto di milioni di bandiere, magliette, gadget e prodotti di ogni genere… e ancora seguendo nella lettura…

“Soltanto un cataclisma generale, una nuova guerra mondiale, ossia una perturbazione profonda nel divenire planetario (che non è da escludere), potrebbe porre fine a questo processo che terminerebbe con il trionfo dell’americanismo e con il disastro dell’America.”

Beh… qui la questione è ancora aperta!

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Edgar Morin

Libri utili
Edgar Morin, Lo spirito del tempo, Meltemi, Roma 2002
Edgar Morin, Il metodo. Ordine, disordine, organizzazionein, Feltrinelli, Milano 1994




18/11/2004